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Il "Genio" ed Io

Il 5° Reparto Infrastrutture e… A.V.Arnault

Posso finalmente dire che il problema è stato risolto, nel senso che non ci sono più infiltrazioni ed è stato riparato il danno alla parete.
Ed inoltre, dopo anni, è stata inequivocabilmente individuata la causa del problema.
Una causa chiara, ma profonda, carica di contenuti letterari e filosofici.
Il 5° Reparto Infrastrutture a seguito di
“accertamenti ed approfondimenti” ha trovato risposta alla domanda Arnault, ripresa da Leopardi

Lungi dal proprio ramo,
povera foglia frale,
dove vai tu?

La povera foglia frale va nella grondaia, la ostruisce e l’acqua mi entra in casa.

Dunque mi sono ritrovato in una casa con acqua che scorreva a rivoli sulle pareti, umidità muffe, a causa della “povera foglia frale”.
Che poi, ne corso del loro “tempestivo” intervento, già illustrato, gli emissari del 5° Reparto Infrastrutture abbiano anche tamponato varie falle del tetto , catramato una canna fumaria che provocava infiltrazioni ed ora spicca sul tetto nella sua negritudine come lo “zio Tom “ dei camini, è irrilevante.
La causa è inequivocabilmente una ed una sola la… povera foglia frale


L’animo letterario e filosofico del 5° reparto Infrastrutture ha avuto il sopravvento, quel cuore che pulsa tra le “larghe spalle” si scopre Leopardiano e vuole in questo modo dedicare al poeta questo suo “brillante successo”.
Certamente è così, è la vena poetica innata , quel desiderio di “ritorno alla natura, alla vita semplice, espresso con modestia e discrezione”, ,che già avevamo avuto modo di rilevare, che ha portato ad individuare la
povera foglia frale come l’unica causa dei danni.
Il fatto che riconoscere altre cause, come le falle sul tetto, per altro tamponate, avrebbe portato ad una assunzione di responsabilità ed al riconoscimento di danni è cosa che non è stata nemmeno pensata, quando la poesia avvolge il cuore, cinge le “larghe spalle” non si può portare il pensiero a simili materiali contingenze

Riporto il commento di un operaio (pagato naturalmente da me) che mi aiutava nello sgombero e successivo riordino dei locali oggetto della tinteggiatura, graziosamente elargita dal 5° Reparto Infrastrutture, al quale illustravo lo spirito letterario che aveva indirizzato gli “accertamenti ed approfondimenti” del 5° Reparto Infrastrutture.

“dottò ma mo che questi se la so’ presa co le foglie, voi i danni a chi li chiedete a Leopardi o a quel francese?”

L’acuta osservazione mi ha lasciato perplesso, chiederò consiglio alla associazione benefica alla quale avevo chiesto, fin dall’inizio, fosse versata la somma dovutami per i danni subiti.

...ah... dimenticavo, nel frattempo il "responsabile del procedimento amministrativo" si è anche palesato e quasi quasi merita delle scuse Cliccate qui per saperne di più

di seguito i precedenti



“ 5° Reparto Infrastrutture”
"L'azione"


Possiamo sciogliere il dubbio, il “ 5° Reparto Infrastrutture “ esiste ancora, ha superato indenne la riforma conseguente allo scioglimento del Patto di Varsavia, anzi bisogna dire che da quell’evento ha tratto slancio ed indirizzo per le sue attività.
Il “5° Reparto Infrastrutture” ha dato chiara dimostrazione della sua esistenza e delle sue qualità in una significativa operazione in due tempi, che ha avuto come teatro il Comprensorio di Viale Galliano a Verona.
Da prima, ad opera di due soli elementi, si è attuata una rapida incursione nella mia abitazione.
Il fattore sorpresa è stato sfruttato al massimo, al punto che solo la fortuita presenza in casa di mio figlio ha evitato che il “lampo del manipolo” si infrangesse inutilmente sulla porta di casa.
Una rapida visione dei guasti, mentre mio figlio, non preparato come molti giovani a dimostrazioni di così rapida ed improvvisa azione, né tantomeno ad un uso così ben riuscito del fattore sorpresa, al telefono mi chiedeva
“… ma papà chi so questi, ce se po’ fidà … io chiamerei i carabinieri …e la missione era compiuta.

Il manipolo si dileguava con prontezza, pur dovendo ricorrere all’ausilio di mio figlio per superare la recinzione del comprensorio, senza dover forzare i cancelli o ricorrere ad una operazione di scavalcamento.
Pochi giorni dopo un più significativo intervento.
Si poneva in atto la vera e propria operazione, anche in questo caso sfruttando al massimo il “fattore sorpresa”.
Nelle prime ore del mattino un più consistente numero di operatori si introduceva nel comprensorio di Viale Galliano.
La fortuna arride agli ardimentosi e la casuale uscita di un condomino consente ai mezzi operativi di superare i cancelli, che però si chiudono dietro di loro.
La piattaforma mobile si alza sulla facciata della palazzina, le famiglie intente alle prime operazioni del mattino li osservano dalle finestre.
Mio figlio, forse ancora scosso dalla rapida efficienza del primo intervento esplorativo, mi telefona.
“… papà ce sò due che spiano dalle finestre… forse vogliono entrare in casa… io chiamo i carabinieri …”
Il completamento dell’operazione postula l’impiego di rinforzi, la fortuita presenza di mio figlio, ormai tranquillizzato.
”… papà, mi chiedono le chiavi, che faccio, gliele lascio? … ci possiamo fidare io almeno informerei carabinieri … “ consente l’apertura dei cancelli, come pure il successivo ripiegamento, nel primo pomeriggio.
Mio figlio pur nella scarsa conoscenza delle problematiche di intervento operativo commenta...
“… papà ma, dove li trovate questi … “.
L’operazione è ormai conclusa ed 5° Reparto Infrastrutture resta chiuso nel suo, riserbo, tace sul nominativo del “responsabile del procedimento amministrativo” sicuramente per non compromettere la "copertura" di uno dei suoi migliori agenti, tace sul rimborso dei danni, che le due cose siano collegate?



Sul sito http://www.comune.torino.it/ ho trovato questo interessante incipit sull’argomento casa per i giovani

Ai boscimani del deserto del Kalahari bastano due rametti ricurvi incrociati a un'estremità e poggiati per terra. Per loro, uomini della boscaglia dediti alla caccia e alla raccolta di frutti, è questa la casa: senza tetto, senza porte e finestre, senza acqua corrente e persino senza tv. Uno spazio effimero tracciato al suolo entro il quale trascorrere la notte. Case di questo genere dalle nostre parti non se ne vedono. Chi dorme sotto le stelle è, anzi e all'opposto, un senza dimora.

Situazione bella, libera, romantica …

Mentre scrivo sono nella mia casa,
un alloggio di servizio del Ministero Difesa in Verona.
Fuori piove, dentro, sulla parete che ho di fronte, decorata da macchie di umidità, rigonfiamenti dell’intonaco ed una ragnatela di crepe, due sottili rivoli d’acqua scivolano dal soffitto al pavimento.

Forse ho capito, non è disinteresse quello che il
5° Reparto Infrastrutture di Padova e la sua Sezione Staccata di Verona continuano ad esprimere, con il loro ostinato silenzio alle mie richieste di riparazione del tetto; non è ignavia ed omissione la mancata comunicazione del nominativo del responsabile del procedimento amministrativo, più volte richiesta.
È un invito una guida spirituale a vivere più ampi e liberi spazi, un indirizzo verso il ritorno alla natura, alla vita semplice, espresso con modestia e discrezione.

Pur sapendo di “rompere”, così, un tale nobile atteggiamento di modestia, rinnovo qui il desiderio di conoscere chi ringraziare, caro "Responsabile del Procedimento Amministrativo" La prego Si palesi, affinché Le si possano attribuire i giusti meriti di tale nobile azione

Alberto Canestrelli



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