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Il Violino di York ed altri racconti

Letteratura

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(
filippobombara@hotmail.com)

Alcuni Commenti

30/04/2010

E' doveroso premettere che la sottoscritta non possiede alcuna credenziale, né autorità riconosciuta che possano essere di supporto ad alcune considerazioni che desidero fare su di un libro di recente pubblicazione:

"Il violino di York e altri racconti".

Sono, da che ricordo, una lettrice indomita e per un lungo periodo, proprio i libri di racconti, sono stati i miei compagni, ritenuti più adatti dei romanzi o della saggistica, nei miei frequenti spostamenti in treno.
I racconti di Maupassant, Le storie del Buon Dio di Rilke, Oscar Wilde e poi Buzzati e Savinio e Kleist e Blixen e Woolf e Ortese...una folla.
Circa un mese fa ho incontrato questo nuovo libro di racconti: "Il violino di York", scritto dal Colonnello Filippo Bombara, un cognome che avrebbe invogliato Gianni Rodari per un qualche ricamo in versi.
Questo cognome, per certi versi assordante, appartiene a uno scrittore di rara delicatezza e di un'onestà intellettuale che mi ha incantata. Il libro è un " pieno di suoni, colori, ricerca, sentimento " ma non vi è nulla di "sentimentale".
C'è un racconto sull'emigrazione, asciutto, netto, onesto, che io metterei nei testi scolastici; la descrizione di un vestito da sposa è così minuziosa che lo si ammira e lo si tocca quasi, si forma davanti agli occhi in un sortilegio..
C'è una lettera che arriva da Gerusalemme, coinvolgente e così ricca di stimoli e preziosità che dovrebbe saziare e invece se ne vorrebbe leggere di più.
Ogni lettore ci potrà trovare la corda, la nota che suonerà solo per lui.
Né "Il violino di York", il racconto che da titolo al libro, l'approccio è ancora diverso, è proprio un giovane che scrive, che racconta, con la freschezza e l'ingenuità dei vent'anni, che sono li, reali e liberi dalla polvere del " ricordo".
Così credo che questo scrittore sia riuscito a preservare quel giovane ragazzo, e che lo tenga dentro di se in un'osmosi perfetta. Non a tutti riesce. I racconti sono 18 e sono interessanti, ma non voglio rubare il "mestiere" agli addetti e mi fermo qui.
Non mi resta che ringraziare il "Il Colonnello e gentiluomo" ", ma soprattutto lo scrittore che ha toccato argomenti forti, severi e attuali, con precisione e senza sconti, ma con i colori e il tocco di una farfalla.

Gianna Raffaelli




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